L’irrigazione delle colture in pieno giorno provoca ogni estate le stesse reazioni. I cannoni d’irrigazione girano sotto un sole cocente, e i passanti vedono in questo un massiccio spreco. I dati scientifici e le recenti evoluzioni tariffarie raccontano una storia diversa, che questo articolo esamina punto per punto.
Perdite per evaporazione durante l’irrigazione di giorno: le misure reali
Il divario tra percezione pubblica e realtà misurata costituisce il punto di partenza di ogni analisi su questo tema. Jean-Louis Durand, direttore di ricerca all’Inra e bioclimatologo, ha quantificato il fenomeno nella Vienne.
| Parametro | Irrigazione in pieno sole | Idea ricevuta |
|---|---|---|
| Quota d’acqua che beneficia la pianta | 97 % | Ben inferiore |
| Quota evaporata prima di raggiungere il suolo o il fogliame | 2 a 3 % | Supposta molto alta |
| Luogo principale della perdita | All’uscita del cannone ad acqua (getto in sospensione) | Sul suolo o sulle foglie |
Questi numeri mostrano che quasi tutta l’acqua proiettata raggiunge effettivamente la coltura. La perdita si verifica nelle goccioline in sospensione tra l’ugello e il suolo, non sul fogliame esposto al sole.
L’acqua che tocca le foglie o il suolo caldo non evapora massicciamente, perché penetra rapidamente nella copertura vegetale o nella terra. La fisica dell’evaporazione all’interfaccia suolo-pianta è diversa da quella di una pozzanghera su asfalto, il che spiega la ragione per cui gli agricoltori irrigano in pieno sole senza temere di perdere la loro acqua.

Tariffazione elettrica e irrigazione notturna: un vantaggio che scompare
Per lungo tempo, irrigare di notte presentava un chiaro interesse economico. I contratti professionali agricoli distinguevano ore piene e ore vuote, rendendo il pompaggio notturno meno costoso. Questa logica si è indebolita.
Un agricoltore alsaziano citato da L’Alsace nell’agosto 2026 spiega che l’elettricità è fatturata allo stesso prezzo di notte e di giorno perché la sovrapproduzione solare fotovoltaica ha livellato le tariffe su alcuni contratti. Quando il costo del chilowattora non varia più a seconda dell’ora, l’incentivo a spostare l’irrigazione verso la notte scompare.
Questo fenomeno riguarda in particolare le zone fortemente dotate di pannelli solari. La produzione fotovoltaica massiccia di giorno ha modificato la struttura dei prezzi all’ingrosso, e questa evoluzione si riflette progressivamente sui contratti professionali agricoli.
Cosa cambia questa evoluzione tariffaria per gli operatori
- Il pompaggio di giorno non costa più di quello notturno sui contratti interessati, il che elimina il vincolo orario
- Gli agricoltori possono irrigare quando la pianta ne ha più bisogno, cioè quando lo stress idrico è massimo, in pieno caldo
- La gestione del tempo di lavoro migliora: monitorare un’irrigazione alle 14 è più semplice che alle 3 del mattino
Al contrario, questa situazione non riguarda tutti i territori. Gli operatori il cui contratto mantiene un divario tariffario significativo continuano logicamente a privilegiare la notte.
Ordinanze di siccità e irrigazione localizzata: un quadro normativo in evoluzione
Le restrizioni idriche estive si sono inasprite negli ultimi anni. Ordinanze prefettizie limitano o vietano l’irrigazione per aspersione (cannoni, rampe) durante le ore più calde in molti dipartimenti. Divieti di irrigazione sono stati segnalati in diverse decine di dipartimenti francesi durante i recenti episodi di siccità.
Al contrario, le ordinanze di siccità 2025-2026 tendono a esentare l’irrigazione localizzata (goccia a goccia, micro-aspersione) dalle restrizioni orarie. Questo trattamento differenziato spinge parte degli operatori a investire in questi sistemi, che possono funzionare in pieno giorno anche in periodo di vigilanza rinforzata.
Aspersione classica contro irrigazione localizzata in periodo di restrizione
L’aspersione tramite cannone proietta grandi volumi d’acqua nell’aria, rendendola visibile e politicamente sensibile. Il goccia a goccia deposita l’acqua direttamente alla base della pianta, con perdite per evaporazione ancora più basse di quelle misurate dall’Inra per l’aspersione.
Un operatore dotato di goccia a goccia può quindi irrigare in pieno pomeriggio senza infrangere l’ordinanza prefettizia in vigore, mentre il suo vicino che utilizza un cannone dovrà aspettare la notte. Questo divario normativo spiega in parte perché si osserva un maggior numero di irrigazioni diurne: i sistemi localizzati, autorizzati di giorno, si moltiplicano.

Stress idrico e fioritura del mais: irrigare quando la pianta lo richiede
Il mais, coltura estiva più irrigata in Francia, attraversa la sua fase di fioritura nel cuore dell’estate. Un deficit d’acqua in questa fase compromette l’intera raccolta. Aspettare la notte per irrigare significa lasciare la pianta in stress idrico durante le ore critiche, quando la traspirazione è massima e la domanda d’acqua raggiunge il suo picco.
La pianta non mette la sua fisiologia in pausa a mezzogiorno. La fotosintesi funziona a pieno regime, gli stomi sono aperti, e ogni ora senza acqua disponibile a livello radicale riduce il rendimento finale. Irrigare alle 14 non è un capriccio logistico, è una risposta al calendario biologico della coltura.
Le recenti temperature estreme complicano ulteriormente la situazione. Oltre a certi limiti termici, l’irrigazione non basta più a proteggere le colture, come sottolineano analisi pubblicate su Environnement Santé Politique nell’agosto 2026. L’acqua fornita di giorno rimane utile, ma non compensa indefinitamente un caldo che supera la tolleranza fisiologica della pianta.
L’irrigazione in pieno sole si basa quindi su un insieme di fattori convergenti: perdite per evaporazione marginali misurate dall’Inra, una tariffazione elettrica che non favorisce più la notte, ordinanze di siccità che autorizzano l’irrigazione localizzata di giorno, e un bisogno fisiologico delle colture che non aspetta il tramonto. Il dibattito pubblico trarrebbe vantaggio dall’integrare questi dati piuttosto che giudicare l’irrigazione solo sulla sua apparenza visiva.



